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UMANI. QUESTO VOLEVO CHE CAPISTE

CHILLE DE LA BALANZA

Domenica 18 ottobre // ore 18.00


di e con  Sissi Abbondanza e Claudio Ascoli
ispirato alle creazioni pittoriche e non solo di Francesco Romiti
musiche originali di  Dario Ascoli
esecuzione musicale e corale  dell’Associazione Firenze Musica diretta da Concita Anastasi
elaborazioni immagini e video  di Marco Triarico

 

UMANI. QUESTO VOLEVO CHE CAPISTE non è un omaggio biografico né una celebrazione estetica: non si mette in scena l’uomo-Francesco Romiti, quanto la sua visione, la sua urgenza espressiva, la sua “creazione” come atto etico, necessario, umano. Lo spettacolo nasce dalla volontà di comunicare – e far vivere – una visione del mondo capace di restituire valore all’essere umano nella sua imperfezione, fragilità e resistenza.
Ispirato dalle opere e dagli scritti di Romiti, “UMANI...” si muove tra linguaggi differenti: teatro, musica, video, suono, pittura e gioco, nel solco di un’arte che rompe le gabbie disciplinari. È questa la cifra della compagnia Chille de la Balanza e della figura di Romiti.

Francesco Romiti è stato un artista irregolare e radicalmente umano. Nato nel 1933, la sua vita è segnata da traumi, ribellioni, amori assoluti e una coerenza disarmante: non ha mai voluto vendere le sue opere, perché – diceva – “l’arte non si può vendere perché non si può valutare con il denaro”. Vive ai margini, in povertà, ma dipinge ovunque: sul retro dei volantini, su pezzi di legno raccolti per strada. Non cerca riconoscimenti, non frequenta il mercato dell’arte, ma continua a creare come gesto vitale, come forma di resistenza e salvezza.

 

di e con  Sissi Abbondanza e Claudio Ascoli
ispirato alle creazioni pittoriche e non solo di Francesco Romiti
musiche originali di  Dario Ascoli
esecuzione musicale e corale  dell’Associazione Firenze Musica diretta da Concita Anastasi
elaborazioni immagini e video  di Marco Triarico

 

UMANI. QUESTO VOLEVO CHE CAPISTE non è un omaggio biografico né una celebrazione estetica: non si mette in scena l’uomo-Francesco Romiti, quanto la sua visione, la sua urgenza espressiva, la sua “creazione” come atto etico, necessario, umano. Lo spettacolo nasce dalla volontà di comunicare – e far vivere – una visione del mondo capace di restituire valore all’essere umano nella sua imperfezione, fragilità e resistenza.
Ispirato dalle opere e dagli scritti di Romiti, “UMANI...” si muove tra linguaggi differenti: teatro, musica, video, suono, pittura e gioco, nel solco di un’arte che rompe le gabbie disciplinari. È questa la cifra della compagnia Chille de la Balanza e della figura di Romiti.

Francesco Romiti è stato un artista irregolare e radicalmente umano. Nato nel 1933, la sua vita è segnata da traumi, ribellioni, amori assoluti e una coerenza disarmante: non ha mai voluto vendere le sue opere, perché – diceva – “l’arte non si può vendere perché non si può valutare con il denaro”. Vive ai margini, in povertà, ma dipinge ovunque: sul retro dei volantini, su pezzi di legno raccolti per strada. Non cerca riconoscimenti, non frequenta il mercato dell’arte, ma continua a creare come gesto vitale, come forma di resistenza e salvezza.

 

Chille de la Balanza è una storica compagnia di teatro di ricerca nata a Napoli nel settembre 1973. Risiede dal 1998 a San Salvi, ex-città manicomio di Firenze: così decise l’ultimo direttore, dr. Pellicanò, che volle collegare l’uscita dei “matti” con l’ingresso, grazie al teatro, della città nell’area dell’ex-manicomio. Il gruppo è stata fondata da Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza: l’attività della Compagnia coincide largamente con quella dei suoi fondatori.