I BODIES
The valley of the world
dal 24 giugno al 3 luglio 2026 | Teatro Studio, Rovigo
I BODIES
Durante la residenza a Rovigo, ibodies svilupperà The Valley of the World, nuovo capitolo di una ricerca teatrale dedicata ai territori della paura, dopo i recenti lavori Barmhärtigheten e Democracy. Il progetto nasce da una visione del teatro come linguaggio radicale, autonomo, non piegato a un’agenda esterna, ma capace di interrogare la scena come luogo primario di presenza e consapevolezza. Attraverso una poetica essenziale e visionaria, il lavoro esplora l’immagine della valle come spazio di potenza silenziosa, trasformazione e ritorno al naturale.
BIOGRAFIA ARTISTI
Il lavoro di ibodies nasce da un’intuizione fondamentale: il teatro – inteso come spazio in cui avviene la performance – richiede un linguaggio unico e radicale, senza il fine di un’utilità e mai al servizio di un’ordine del giorno che non sia quello della propria essenza come forma linguistica autonoma. In questa ricerca continua di un linguaggio scenico radicale, la poetica della consapevolezza è per ibodies un presupposto assoluto.
Con base a Göteborg (Svezia), ibodies è guidata da Anmar Taha e Josephine Gray. Le loro opere sono state presentate in festival e teatri in tutta Europa, Medio Oriente, Nord Africa e Asia.
Durante la residenza a Rovigo, ibodies svilupperà The Valley of the World, nuovo capitolo di una ricerca teatrale dedicata ai territori della paura, dopo i recenti lavori Barmhärtigheten e Democracy. Il progetto nasce da una visione del teatro come linguaggio radicale, autonomo, non piegato a un’agenda esterna, ma capace di interrogare la scena come luogo primario di presenza e consapevolezza. Attraverso una poetica essenziale e visionaria, il lavoro esplora l’immagine della valle come spazio di potenza silenziosa, trasformazione e ritorno al naturale.
BIOGRAFIA ARTISTI
Il lavoro di ibodies nasce da un’intuizione fondamentale: il teatro – inteso come spazio in cui avviene la performance – richiede un linguaggio unico e radicale, senza il fine di un’utilità e mai al servizio di un’ordine del giorno che non sia quello della propria essenza come forma linguistica autonoma. In questa ricerca continua di un linguaggio scenico radicale, la poetica della consapevolezza è per ibodies un presupposto assoluto.
Con base a Göteborg (Svezia), ibodies è guidata da Anmar Taha e Josephine Gray. Le loro opere sono state presentate in festival e teatri in tutta Europa, Medio Oriente, Nord Africa e Asia.
Ibodies sta per corpi infiniti, increduli, immacolati, intelligenti, incandescenti, illegittimi, irascibili, iconici, inondati, illeciti, illegali, inconfutabili, indipendenti, illuminati, illustri, infallibili, irriverenti, indefiniti, irregolari, integrali, indispensabili, illogici.












