EDIPO
Tragedia per uno spettatore
TEATRO DEL LEMMING
Dal 02 al 08 marzo // PIU' REPLICHE AL GIORNO
drammaturgia, musica e regia Massimo Munaro
N.B. Lo spettatore verrà bendato.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Massimo Munaro ed il Lemming hanno ideato e costruito l’EDIPO in forma di vera e propria peripezia di conoscenza e, quindi di interpretazione. In sostanza hanno tentato, con successo, di incorporare all’interno del meccanismo drammaturgico la struttura stessa dell’enigma, facendo così della drammaturgia la sua (dell’enigma) rappresentazione.
Una tale ipotesi è per di più confortata proprio dal ribaltamento dei ruoli tra attore e drammaturgo, qui i presentatori del mistero, e spettatore chiamato, indotto e guidato alla interpretazione dell’enigma incorporato nella narrazione.
In questo senso lo spettatore è il committente del lavoro drammaturgico, in quanto portavoce di istanze collettive, ma è contemporaneamente anche colui che attraverso il teatro, cioè il luogo in cui è rappresentata (esposta) e transita la narrazione/enigma, è chiamato a farsi portatore di risposte, elaborazioni e dunque di interpretazioni.
Così le istanze rivolte dalla comunità, dalla collettività, al teatro, fondamento della drammaturgia occidentale sin dalla sua alba in Grecia, possono ancora essere portate direttamente dentro la drammaturgia dal singolo spettatore o da sue micro-comunità e attraverso questo e queste elaborate ed interpretate.
Il teatro, per il Lemming, va inteso dunque non solo come espressione di una collettività ma anche come luogo che elabora e modifica la percezione che ha di sé stessa questa comunità, ne interpreta enigmi fondativi e per questo può condizionarla, modificarla ed indirizzarla.
Maria Dolores Pesce - dramma.it
drammaturgia, musica e regia Massimo Munaro
N.B. Lo spettatore verrà bendato.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Massimo Munaro ed il Lemming hanno ideato e costruito l’EDIPO in forma di vera e propria peripezia di conoscenza e, quindi di interpretazione. In sostanza hanno tentato, con successo, di incorporare all’interno del meccanismo drammaturgico la struttura stessa dell’enigma, facendo così della drammaturgia la sua (dell’enigma) rappresentazione.
Una tale ipotesi è per di più confortata proprio dal ribaltamento dei ruoli tra attore e drammaturgo, qui i presentatori del mistero, e spettatore chiamato, indotto e guidato alla interpretazione dell’enigma incorporato nella narrazione.
In questo senso lo spettatore è il committente del lavoro drammaturgico, in quanto portavoce di istanze collettive, ma è contemporaneamente anche colui che attraverso il teatro, cioè il luogo in cui è rappresentata (esposta) e transita la narrazione/enigma, è chiamato a farsi portatore di risposte, elaborazioni e dunque di interpretazioni.
Così le istanze rivolte dalla comunità, dalla collettività, al teatro, fondamento della drammaturgia occidentale sin dalla sua alba in Grecia, possono ancora essere portate direttamente dentro la drammaturgia dal singolo spettatore o da sue micro-comunità e attraverso questo e queste elaborate ed interpretate.
Il teatro, per il Lemming, va inteso dunque non solo come espressione di una collettività ma anche come luogo che elabora e modifica la percezione che ha di sé stessa questa comunità, ne interpreta enigmi fondativi e per questo può condizionarla, modificarla ed indirizzarla.
Maria Dolores Pesce - dramma.it
Per il Teatro del Lemming Edipo - tragedia dei sensi per uno spettatore è la prima parte del ciclo denominato Tetralogia dello spettatore. Il lavoro prevede un coinvolgimento diretto, drammaturgico e sensoriale di uno spettatore a replica.
Per il Teatro del Lemming Edipo - tragedia dei sensi per uno spettatore è la prima parte del ciclo denominato Tetralogia dello spettatore. Il lavoro prevede un coinvolgimento diretto, drammaturgico e sensoriale di uno spettatore a replica.