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ELSA MORANTE

un canto per gli ultimi

TEATRO NUCLEO

domenica 12 aprile // ore 18.00


regia e drammaturgia  Natasha Czertok; 
dramaturg  Michele Pascarella; aiuto regia  Noemi Petrone
voci e musiche   Bruno de Franceschi; sound design  Luca Venturini
con  Natasha Czertok, Frida Falvo, Chiara Parolo
musica dal vivo  Chiara Parolo
costumi  Maria Ziosi
produzione Teatro Nucleo; in collaborazione con  Fondazione Teatro Comunale di Ferrara

 

ELSA MORANTE: un canto per gli ultimi nasce come un attraversamento appassionato dell’opera e della visione del mondo di una delle voci più radicali del Novecento italiano. In scena, la sua parola diventa materia viva, corpo che pulsa, canto che tenta di dare volto e dignità a tutte le creature marginali che popolano i suoi libri: bambini fragili, madri ferite, amanti senza patria, sognatori incalliti.
La drammaturgia intreccia testi, lettere e frammenti narrativi, restituendo una Morante intima e politica, fragile e ferocemente lucida. Non interpretiamo Morante, ma ci lasciamo abitare da lei, offrendoci come canali di una voce che ancora oggi interroga e inquieta.
La scena è essenziale. È spazio dell’ascolto, dove il pubblico è invitato a farsi complice e testimone. Perché gli ultimi di cui parla Morante non sono figure del passato: sono presenze che continuano a bussare, a chiedere cura, sguardo, memoria. Lo spettacolo diventa così un atto poetico e civile: un rito laico che celebra la potenza trasformativa della letteratura e la sua capacità di illuminare le zone d’ombra della storia. 
Un canto, appunto: fragile e luminoso.

Teatro Nucleo vede il teatro come strumento di evoluzione sia per lo spettatore che per l’attore. Focalizza la sua attenzione sulla relazione che si crea tra questi, curandone gli aspetti più intimi. Quest’ottica trasversale permea il suo agire nelle produzioni, nella formazione, nella direzione artistica.

regia e drammaturgia  Natasha Czertok; 
dramaturg  Michele Pascarella; aiuto regia  Noemi Petrone
voci e musiche   Bruno de Franceschi; sound design  Luca Venturini
con  Natasha Czertok, Frida Falvo, Chiara Parolo
musica dal vivo  Chiara Parolo
costumi  Maria Ziosi
produzione Teatro Nucleo; in collaborazione con  Fondazione Teatro Comunale di Ferrara

 

ELSA MORANTE: un canto per gli ultimi nasce come un attraversamento appassionato dell’opera e della visione del mondo di una delle voci più radicali del Novecento italiano. In scena, la sua parola diventa materia viva, corpo che pulsa, canto che tenta di dare volto e dignità a tutte le creature marginali che popolano i suoi libri: bambini fragili, madri ferite, amanti senza patria, sognatori incalliti.
La drammaturgia intreccia testi, lettere e frammenti narrativi, restituendo una Morante intima e politica, fragile e ferocemente lucida. Non interpretiamo Morante, ma ci lasciamo abitare da lei, offrendoci come canali di una voce che ancora oggi interroga e inquieta.
La scena è essenziale. È spazio dell’ascolto, dove il pubblico è invitato a farsi complice e testimone. Perché gli ultimi di cui parla Morante non sono figure del passato: sono presenze che continuano a bussare, a chiedere cura, sguardo, memoria. Lo spettacolo diventa così un atto poetico e civile: un rito laico che celebra la potenza trasformativa della letteratura e la sua capacità di illuminare le zone d’ombra della storia. 
Un canto, appunto: fragile e luminoso.

Teatro Nucleo vede il teatro come strumento di evoluzione sia per lo spettatore che per l’attore. Focalizza la sua attenzione sulla relazione che si crea tra questi, curandone gli aspetti più intimi. Quest’ottica trasversale permea il suo agire nelle produzioni, nella formazione, nella direzione artistica.

Non vede un pubblico preferenziale, identifica nell’essere umano di qualsiasi genere, etnia, età, classe sociale un possibile interlocutore. Un teatro indipendente, un laboratorio permanente, che da 50 anni si occupa di ricerca sull’arte dell’attore.

Non vede un pubblico preferenziale, identifica nell’essere umano di qualsiasi genere, etnia, età, classe sociale un possibile interlocutore. Un teatro indipendente, un laboratorio permanente, che da 50 anni si occupa di ricerca sull’arte dell’attore.