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TEATRO DEL LEMMING

L'ODISSEA DEI BAMBINI - percorso sensoriale nel teatro dell'infanzia

dal 17 al 21 aprile


con Diana Ferrantini, Alessio Papa, Fiorella Tommasini, Marina Carluccio drammaturgia,
musica e regia Massimo Munaro

VENTI SPETTATORI A REPLICA / PIÙ REPLICHE AL GIORNO //PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

 

L’ODISSEA DEI BAMBINI rivolge la sua attenzione allo spettatorebambino del presente, naturalmente, ma anche al bambino-spettatore del futuro. Al lavoro, come sempre, è dedicato un sottotitolo - viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età - a sottolineare che l’Infanzia non è tanto, o solo, una questione anagrafica quanto un territorio dell’anima, segnata, come lo è per Odisseo, per la ostinata capacità di essere curiosi, la voglia e la paura di attraversare col proprio corpo il mondo, il desiderio che seduce, la nostalgia di casa, l’arte di ingegnarsi sempre a risolversi e a reinventarsi la propria vita – senza requie.

Si può avere 70 anni e avere conservato la curiosità del mondo e averne 7 e restare murati per sempre dentro la fortezza di Troia. L’infanzia non è una questione di anni.

 

Per il Teatro del Lemming L‘Odissea dei bambini - viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età è la seconda postfazione parte del ciclo denominato La Tetralogia dello spettatore. Il lavoro prevede un coinvolgimento diretto, drammaturgico e sensoriale di venti spettatori a replica, di tutte le età a partire dagli otto anni.

con Diana Ferrantini, Alessio Papa, Fiorella Tommasini, Marina Carluccio drammaturgia,
musica e regia Massimo Munaro

VENTI SPETTATORI A REPLICA / PIÙ REPLICHE AL GIORNO //PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

 

L’ODISSEA DEI BAMBINI rivolge la sua attenzione allo spettatorebambino del presente, naturalmente, ma anche al bambino-spettatore del futuro. Al lavoro, come sempre, è dedicato un sottotitolo - viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età - a sottolineare che l’Infanzia non è tanto, o solo, una questione anagrafica quanto un territorio dell’anima, segnata, come lo è per Odisseo, per la ostinata capacità di essere curiosi, la voglia e la paura di attraversare col proprio corpo il mondo, il desiderio che seduce, la nostalgia di casa, l’arte di ingegnarsi sempre a risolversi e a reinventarsi la propria vita – senza requie.

Si può avere 70 anni e avere conservato la curiosità del mondo e averne 7 e restare murati per sempre dentro la fortezza di Troia. L’infanzia non è una questione di anni.